
Gli esseri umani sono dotati di organi sensoriali, che permettono loro di percepire la realtà: vedono, sentono, annusano, assaporano. In questo modo vivono le loro esperienze nel mondo.
Gli stimoli che dall’esterno colpiscono gli organi sensoriali vengono trasformati, da questi ultimi, in immagini, sensazioni, odori e sapori.
Tuttavia, questi prodotti della nostra attività sensoriale non sono il mondo stesso, ma solo mappe di quel mondo grazie alle quali ci orientiamo in esso, e ci servono come base del nostro modo di agire.
Gli esseri umani quindi, non possono sapere nulla realmente della realtà.
Ciò che l’uomo è in grado di conoscere, è il risultato della trasformazione degli stimoli provenienti dall’esterno, derivante dalla sua attività sensoriale, e che poi proietta considerandola come realtà.
Ciò che l’essere umano percepisce non è quindi la verità.
Né esiste alcun criterio in base al quale potremmo confrontare la nostra percezione con la realtà. La nostra mappa e il territorio che rappresenta, sono cose diverse.
Però non è sufficiente capire che esiste una differenza insormontabile tra la realtà esterna e la rappresentazione interna di questa realtà.
Bisogna comprendere che ci sono differenze tra tutte le mappe che gli esseri umani costruiscono per sé stessi.
Ogni persona ha la sua mappa, ne ha una sua propria. Da ciò si potrebbe dedurre che i diversi modelli del mondo dovrebbero mostrare somiglianze perché tutti gli esseri umani hanno cinque sensi che danno origine nelle loro teste a immagini, suoni, sensazioni, odori e sapori.
Certo, in tutte le mappe sono presenti elementi generici, tipici della specie che tutti gli esseri umani hanno in comune, purché abbiano questi cinque organi sensoriali.
È anche certo che con le diverse mappe ci sono anche componenti linguistiche, culturali e sociali comuni, per cui se hanno una lingua comune, la stessa cultura o livello sociale, è altamente probabile che durante la loro vita possano vivere esperienze similari.
Al di là di tali somiglianze, la vita di ognuno trascorre in modo particolare; gli esseri umani vivono esperienze individuali e quindi creano mappe individuali.
Per questo, possiamo dire che non solo non esiste una verità nel senso di una corrispondenza tra la realtà esterna e la sua rappresentazione interna, ma nemmeno esiste nessuna mappa oggettiva o universalmente valida: nessuna mappa corretta o vera.
(La quarta via del business, R. Scorcia – A. Giangaspero, 2025)